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"Astrua": tutto il valore di un nome
Un tempo non lontano il legame tra l'alta orologeria e i più esclusivi concessionari era diverso dall'attuale. Oggi la presenza delle blasonate maison in in un negozio ne esalta l'esclusività e il lusso. Ma non è sempre stato così: al contrario, ai primordi dell'orologeria ottocentesca le case costruttrici erano ancora piccoli laboratori artigianali, lontani dallo status di 'brand' internazionali e i negozianti -orologiai, forti del proprio radicamento sul territorio e della fiducia che il loro operato generava nella clientela, attestavano la bontà e il prestigio delle marche di orologi per il solo fatto di tenerli nei propri negozi.
Un tempo non lontano il legame tra l'alta orologeria e i più esclusivi concessionari era diverso dall'attuale.
Oggi la presenza delle blasonate maison in un negozio ne esalta l'esclusività e il lusso.
Ma non è sempre stato così: al contrario, ai primordi dell'orologeria ottocentesca le case costruttrici erano ancora piccoli laboratori artigianali, lontani dallo status di 'brand' internazionali e i negozianti - orologiai, forti del proprio radicamento sul territorio e della fiducia che il loro operato generava nella clientela, attestavano la bontà e il prestigio delle marche di orologi per il solo fatto di tenerli nei propri negozi.
I clienti riponevano fiducia nel maestro orologiaio, che non si limitava a vendere, poiché gli orologi arrivavano dalle Case non assemblati, e il suo compito era anche montare meticolosamente il segnatempo e regolarlo con perizia.
È così che nasce l'alta orologeria moderna: dal legame fruttuoso fra gli artigiani creatori degli orologi e gli artigiani venditori, in un processo dinamico in cui erano questi ultimi il nome di richiamo per gli acquirenti.
A testimonianza di ciò, possiamo tuttora vedere alcuni tra i più importanti orologi d'epoca recare sul quadrante non solo il nome della casa produttrice ma anche quello dell'orologiaio venditore, e rarissimi segnatempo di marchi come Patek Philippe o come Rolex vengono battuti tutt'ora alle aste internazionali con il nome di Astrua impresso sul quadrante, vera e propria garanzia di valore nel tempo del proprio investimento.
Vincenzo Astrua, che aveva aperto il suo negozio laboratorio nel 1860, aveva intuito pionieristicamente il plusvalore di immagine che il suo negozio apportava all'orologio, e oltre alla propria firma sui quadranti, i segnatempo che uscivano dalla sua bottega erano corredati dalle sue inconfondibili scatole e dai certificati vergati da Astrua che ne attestavano originalità e buon funzionamento.
E ancora oggi nelle botteghe Astrua, divenute boutique di lusso di richiamo internazionale, l'antica tradizione del Fondatore è perpetuata: ogni manufatto prezioso ed ogni orologio sono racchiusi nelle nostre iconiche scatole, segno dello stile che ci contraddistingue, e accurati libretti continuano a certificare, come cento sessanta anni fa, la qualità autentica di ciò che vendiamo, l'accuratezza del nostro savoir-faire e la passione per il nostro lavoro.



