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Rolex Daytona: le origini del mito

venerdì 8 maggio 2020

Rolex Daytona: le origini del mito



Daytona è un nome che a tutti gli appassionati apre d'incanto un mondo intero di storia meccanica e suggestioni sportive. Parliamo di uno dei pochi veri miti contemporanei dell'orologeria. Paradossalmente, si tratta di un mito nato in realtà parecchi anni dopo la produzione e commercializzazione del primo cronografo Rolex Daytona, nel 1963 (ref 6239).


Ma andiamo con ordine.


Il binomio fra la maison svizzera e il celeberrimo circuito di Daytona Beach, in Florida, è quasi fisiologico, dal momento che gli Oyster (non ancora cronografi) della casa coronata erano al polso dei celebri piloti che fecero la storia della velocità automobilistica, sfidandosi a partire dagli anni Trenta sulla spiaggia di Daytona a colpi di record.


I più famosi tra loro, sir Malcolm Campbell e sir Henry Seagrave, diedero vita a una diarchia (cui la tragica morte del secondo pose fine) che portò i loro bolidi a frantumare  nel giro di pochi anni il muro dei 300 km all'ora, arrivando nel 1935 a toccare i 445 km orari.


Gli orologi ai polsi di tali piloti divennero naturalmente  simbolo di competizione ed agonismo.


Nel 1959 la pista sabbiosa di Daytona venne trasformata in un vero e proprio circuito in cemento, e cominciarono le pubblicità in cui questo ambiente automobilistico faceva da sfondo delle reclame Rolex.


I vincitori della competizione ricevevano in premio un Rolex, e - dal 1963 - proprio un Rolex Daytona.


Sì, perché in quell'anno fatidico inizia la storia del leggendario segnatempo della casa ginevrina, che già da tempo produceva cronografi, tuttavia legati fino ad allora ad una concezione decisamente classica.


È la referenza 6239, prodotta per cinque anni. La scala tachimetrica tipica della cronografia viene spostata sulla lunetta esterna, lasciando il quadrante più libero e leggibile, e la grafica punta sulla sportività dei contrasti cromatici tra il chiaro del quadrante e il nero dei contatori e viceversa. Il movimento è un Valjoux a carica manuale, Valjoux che, pur nelle diversi varianti, accompagnerà tutti i Daytona fino al 1988.


Nel 1965 la nuova referenza 6240 accentua la sportività del Daytona, con la lunetta esterna in plastica nera e i pulsanti crono che diventano a vite.


Nelle referenze 6263 e 6265 l'impermeabilità passa da 50 a 100 metri.

Rolex Daytona 6263


Nel '69 esce un film, 'Indianapolis pista infernale', in cui il protagonista Paul Newman indossa un Rolex. Non è un Daytona, come spesso si crede, ma l'attore nella vita di tutti i giorni - prima ancora che negli spot che di lì a poco girerà - indossa proprio il Daytona in una versione col quadrante speciale, con un rehault interno, e la tipica bicromia presente anche nella circonferenza del quadrante, a sbalzo. Un quadrante che da allora diventerà per tutto il leggendario 'Paul Newman'.

Rolex Daytona 6265


Si succedono nuove versioni lungo gli anni Settanta e Ottanta, con le referenze 6269 e 6270, e la scritta Daytona campeggia finalmente in rosso.
Ma la svolta, dal punto di vista commerciale, avviene con la referenza 16520, che compare sul mercato nel 1989.


È il primo Daytona automatico (in acciaio) con un calibro prodotto in casa (4030) derivato dal progetto dello Zenith El Primero stravolto dalla progettazione Rolex, che ne abbassa la frequenza da 31.600 a 28.800 alternanze, cambiando la metà dei componenti.

Rolex Daytona 16520


È finalmente il successo, da cui subito nasce il mito retroattivo dei Daytona storici, che in pochi anni diventano oggetti di culto, ricercati dai collezionisti di tutto il mondo e battuti alle aste internazionali a cifre da capogiro.


La lunetta tachimetrica è in acciaio, come il bracciale Oyster. Il quadrante è sobrio, senza data, con la bicromia dei due quadranti argento e nero meno evidente, ricondotta alla circonferenza esterna dei contatori.


E arriviamo al 2000, con la celeberrima referenza 116520, che oltre alle modifiche estetiche (riposizionamento dei pulsanti, rehault interno, indici più corti) presenta la vera grande novità del primo calibro automatico crono integrato Rolex di manifattura al cento per cento, su cui in seguito viene montata la spirale paracrhrome.

Rolex Daytona 116520


Negli anni si succedono le versioni glamour in metalli nobili e pietre preziose come il Daytona Leopard o il Rainbow (ref 116515), e nel 2013 per festeggiare i cinquant'anni del Mito viene montata la lunetta in ceramica sul primo Daytona in platino (ref 116506).


Naturalmente quella in acciaio rimane la versione più cercata dagli appassionati, e nel 2016 Rolex presenta il suo 'ritorno al futuro' con la referenza 116500 LN (che sostituisce  la precedente 116520), con la lunetta in ceramica nera, ricollegandosi idealmente ai modelli che per decenni hanno fatto sognare gli appassionati sulle orme della Leggenda.


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