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Edward Green: ai piedi della Tradizione

venerdì 29 maggio 2020

Edward Green Ventnor

In uno dei dialoghi più divertenti di "La mia Africa", Meryl Streep si lamenta con Robert Redford che i poeti dedichino le proprie attenzioni e le liriche più ispirate solo alle parti nobili del corpo: agli occhi, ai capelli, alle mani, snobbando sempre i 'rozzi' piedi, che faticano tutto il giorno e non hanno nemmeno la soddisfazione di vedersi tributare un aulico riconoscimento.

Ma dove non arriva l'arte poetica, mirabilmente arriva l'artigianalità inglese, capace di donare alle nostre estremità autentici capolavori.


Edward Green dal 1890 profuse tutta la propria passione ed abilità nel costruire "le migliori scarpe possibili", arruolando nel proprio stabilimento di Northampton - dove tuttora ha sede questa prestigiosa marca - i più bravi calzolai in circolazione, che hanno fatto dell'eccellenza assoluta il proprio paradigma costruttivo.

Edward Green Lulworth

Come accade nell'arte dell'alta orologeria, gli antichi macchinari usati per la produzione delle Edward Green debbono essere costantemente guidati e calibrati dalla sapiente attenzione dell'artigiano, che ancora oggi manualmente tende le migliori pelli, ne disegna brandelli essenziali per definire le linee, lavorando, con strumenti tramandati, sull'accuratezza certosina delle rifiniture.

Per questo, ogni settimana dalla manifattura di Northampton non escono più di 350 paia di scarpe, richieste in tutto il mondo, e ognuna di loro reca in sé i segni dell'unicità e della cura estrema.

Edward Green Belgravia

E se nella collezione della Casa rimangono fermi i capisaldi dello stile tradizionale britannicoEdward Green negli anni ha saputo mettere il proprio talento al servizio del gusto estroso del raffinato dandy contemporaneo, lavorando sulla redifinizione delle forme e sui colori.

Stupisce come la linea contemporanea e sempre attuale del mocassino - con le nappine che aggiungono leggerezza alla solidità della forma - possano attingere a nuove capacità espressive puntando sui colori caldi e meno scontati, come il sontuoso verde oliva delle Belgravia.

Edward Green Ventnor

Con le Ventnor facciamo un tuffo nella vivacità quasi mediterranea dello scamosciato cardinalizio, con una sofisticata nota cromatica rosseggiante che ci rivela che il buon gusto sa osare verso i sentieri meno battuti.

E l'intreccio dadaista delle Lulworth ci porta al confine sottile con la scarpa come oggetto in sé, suggestione scultorea che nel blu antico trova il colore che dona profondità senza tempo ad un piccolo capolavoro del gusto, alla meraviglia irriverente di vestirsi per compiacere, alla fine, soprattutto sé stessi.

 

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