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L’orologio questo sconosciuto (parte VII)

lunedì 24 aprile 2017

 

L’orologio questo sconosciuto (parte VII)

 

L’orologio con corologio sconosciuto viiarica automatica, a grandi linee, funziona secondo gli stessi princìpi del carica manuale, con la differenza che la molla viene "armata" dai movimenti del polso di chi indossa l'orologio: il movimento automatico è fornito di un rotore che, girando attorno al proprio asse (quasi sempre posto al centro dell'orologio), fa girare tramite ruotismi anche il bariletto di carica.
 
Dopo diverse ore d'uso normalmente un buon automatismo di ricarica raggiunge il suo massimo e garantisce mediamente da 35 a 50 ore di funzionamento (salvo eccezioni, come ad esempio il calibro 5000 di IWC: sette giorni di riserva!).
 
Di conseguenza, l'orologio per la maggior parte del suo utilizzo giornaliero rimane sempre al massimo della sua carica, e per evitare tensioni di sovraccarica la sua molla, a brida scorrevole, scivola sul bordo del bariletto quando raggiunge l'acme, evitando la rottura.
 
Il rotore può variare leggermente di forma da orologio ad orologio (più che altro quanto alle decorazioni), e di materiale: di acciaio nei modelli di fascia media, diventa d'oro in quelli top con un duplice risultato, di immagine e tecnico: l'oro è tres chic ma soprattutto ha un peso specifico maggiore dell'acciaio e ciò consente una migliore performance di carica. Non va dimenticata poi la soluzione di Jaeger, che adotta anche rotori di acciaio con la parte periferica in oro, che aumenta il gioco dell'inerzia.
 
Esitono rotori standard ma anche micro rotori decentrati, che alloggiano all'interno del movimento senza sovrastarlo, permettendo così casse più sottili. Ma una distinzione più interessante è tra rotori che ricaricano da entrambi i lati di oscillazione ed altri che caricano solo da una parte: le case che adottano le due diverse soluzioni lo fanno nel nome dello stesso principio, convinte cioè che quello da loro scelto sia il sistema più efficace: ciò vale ad esempio per la Jaeger con i suoi rotori monodirezionali e per IWC con il suo movimento Pellaton a ricarica bidirezionale.
 
Ma chi ha ragione? Come diceva il poeta: "Ai posteri l'ardua sentenza
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