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L’orologio questo sconosciuto (parte VI)

lunedì 24 aprile 2017

 

L’orologio questo sconosciuto (parte VI)

 

In linea teoricaorologio sconosciuto vi, maggiore è il numero delle alternanze e migliore è la prestazione dell'orologio in termini di precisione. Perché? Perché una velocità maggiore del bilanciere gli consente di opporsi con più efficacia alla forza di inerzia contro cui deve combattere e che è causata da tutti i movimenti che, indossandolo, facciamo subire al nostro segnatempo.
 
Un esempio: fingete di vedere sul ponte di una nave un ragazzino che salta la corda molto, ma molto lentamente: Oop.....Ooop...Oooop! Al suo fianco un pugile si allena, anche lui saltando la corda. Ne avete mai visto uno? Il boxeur è un fenomeno di velocità e a mala pena si intuisce che stringe una corda tra le mani, tale è la sua rapidità nel saltellare: Op Op Op Op Op! Bene.
 
Ora immaginiamo un po' di mare mosso. In queste condizini, avrà più perturbamenti - sul ponte traballante della nave - il moto della corda del ragazzino o quello del pugile? Allo stesso modo un bilanciere più rapido è più stabile, di fronte agli sballottamenti, di uno più lento. Ma questo, come scrivevamo, solo in linea teorica porta ad una maggiore precisione, dal momento che sono la bontà costruttiva e la robustezza dell'orologio nel suo insieme a determinarne la precisione.
 
Inoltre, su un orologio che "sgarri" troppo è poi sempre possibile effettuare una regolazione, agendo sul bilanciere. In linea di massima sono due le regolazioni possibili, con una terza variante ulteriore. La prima possibilità prevede che tramite una racchetta o una vite si possa ad arte modificare la lunghezza utile della spirale, ovvero il tratto di spirale che si arrotola e srotola: più si abbrevia questo tratto e più l'orologio - scandito da alternanze leggemente più ravvicinate e rapide - tenderà ad anticipare, e viceversa. Il secondo sistema, più recente, prevede di agire direttamente su un bilancere ad inerzia variabile.
 
Sui Patek Philippe, ad esempio, ci sono alcuni massellotti posizionati sulla circonferenza del bilanciere. Questi massellotti, a seconda che vengano ruotati con la parte cava all'interno o all'esterno,  aumentano o diminuiscono l'inerzia e di conseguenza la resistenza del bilanciere a compiere le proprie alternanze, quindi la sua frequenza e quindi - infine - la precisione dell'orologio.
 
In ogni caso c'è una terza via, residuale, che consente un'estrema regolazione senza possibilità di "ritorno", e consiste nella leggerissima fresatura del bilanciere in due o più punti (sempre simmetrici) in modo da alterarne l'inerzia. (segue...)

 

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