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L'orologio, questo sconosciuto (parte II)

lunedì 24 aprile 2017

 

L’orologio questo sconosciuto (parte II)

 

sconosciuto iiContinua, con questa seconda tappa,  il nostro breve viaggio nell'universo orologiero, dalla storia alla tecnica  Saltiamo a Galileo, che nel diciassettesimo secolo scoprì la legge sull' isocronia del pendolo rivoluzionando la precisione degli orologi. La sua scoperta fu poi messa in pratica dall'olandese Huigeens che per questo oggi viene da molti ricordato come l'inventore dell'orologio moderno.
 
Le oscillazioni del pendolo - questo è il succo della succitata legge - sono isocrone, ovvero hanno la stessa durata di tempo perché col diminuirne dell'ampiezza diminuisce in maniera proporzionale la velocità del pendolo. Questo permise la costruzione della scappamento a pendolo (che ancora oggi vedi nei grandi orologi da parete), che suddivide il tempo con grande precisione. Nel 1700 fiorì la grande orologeria complicata con i grandi maestri: primo fra tutti il Leonardo da Vinci delle lancette, Abraham Louis Breguet.
 
Nacquero in quegli anni e per sua mano molte delle invenzioni ancora oggi in voga negli orologi da polso, anche se questi ultimi soppiantarono le vecchie cipolle da tasca definitivamente solo nel '900 inoltrato. Verso gli anni settanta del secolo scorso si affermarono gli orologi al quarzo, che per qualche tempo sembrarono dover affossare l'epopea dell'orologeria meccanica; poi un rinato collezionismo (paradossalmente dovuto in buona parte al fenomeno Swatch) catalizzò di nuovo l'attenzione sulla storia e sulla meccanica della tradizione orologiera. (continua)
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