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Le stanze del vetro secondo la fornace di Paolo Venini

venerdì 28 aprile 2017

 

Le stanze del vetro secondo la fornace di Paolo Venini

 



Si entra nel mondo del lusso artigiano tra mosaici, vetri incisi, murrine e in un pezzo importante di storia tutta italiana oltre che nel bel mezzo del fermento artistico delle arti visive varcando l'ingresso della mostra in corso "Paolo Venini e la sua fornace" , in tal modo non celebrando solo una figura storica come quella appunto di Paolo Venini (1895 – 1959), ma approfondendo la grande maestria che detta legge nell'arte vetraria. Un riconoscimento significativo ed eloquente suffragato anche dal recente reingresso nel Padiglione Venezia della Biennale ("..fa come natura face in foco" alla 53ª Esposizione Internazionale) dopo un'assenza di quarantaquattro anni.

 

LE STANZE DEL VETRO - Un'esposizione"Paolo Venini e la sua fornace" del resto che è parte del progetto culturale pluriennale dedicato ai ''Maestri del vetro'' inaugurato all'apertura del nuovo spazio espositivo permanente sull'isola di San Giorgio Maggiore per dimostrare le enormi potenzialità artistiche di questa materia e di una sequenza di lavoro artigianale fatta di sacrificio, di temperature elevatissime, che fanno dell'artigiano una sorta di atleta. La magia del vetro nasce infatti da miscele di sabbia e pigmenti che passano attraverso forni con temperature fino a 1000 gradi. Ma il progetto "Le stanze del vetro" non si ferma ad interessanti monografiche e collettive con cadenza annuale contemplando anche convegni, laboratori didattici, una biblioteca specializzata ed avendo costituito un archivio generale del vetro veneziano oltre ad assegnare diverse borse di studio per ricercatori interessati alla tematica.

Le attività realizzate sono coordinate da un comitato scientifico composto dal Presidente Luca Massimo Barbero e dagli studiosi Marino Barovier, Rosa Barovier Mentasti, David Landau, Jean-Luc Olivié e Nico Stringa. In occasione della mostra "Paolo Venini e la sua fornace", è stato pubblicato un catalogo, edito da Skira per "Le stanze del vetro", curato da Marino Barovier e Carla Sonego.




LA MOSTRA- "Paolo Venini e la sua fornace", curata da Marino Barovier, interpreta il programma finalizzato ad approfondire la storia della vetreria Venini e l’apporto dei suoi designer, in particolare tra gli anni Trenta e Cinquanta. Ben trecento le opere in rassegna secondo le varie declinazioni del vetro dei grandi designer di quegli anni tra cui Tyra Lundgren, Gio Ponti, Riccardo Licata, Ken Scott, Massimo Vignelli e Tobia Scarpa. Vengono valorizzate serie quali i vetri "diamante" in cristallo, della seconda metà degli anni Trenta, riletture in chiave moderna delle tecniche tipiche muranesi come gli eleganti "zanfirici" (1950-51) in vetro lattimo o in versione policroma, gli elaborati zanfirici a reticello (1954) e i vetri "mosaico" tessuto multicolore (1954), con un'inedita tessitura a fili policromi o i "pesanti", vetri spessi ed essenziali. Segue la serie dei vetri "incisi" (1956-57) portati alla Biennale di Venezia del 1956 e le gamme di bottiglie oltre alle coloratissime vetrate che erano state presentate alla Triennale del 1957. Come riassumono gli organizzatori pur mettendo al centro dell’esposizione la straordinaria personalità e il ruolo di Paolo Venini, la mostra vuole illustrare anche la produzione dovuta agli autori che collaborarono con lui in maniera episodica tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, come Tyra Lundgren, Gio Ponti, Piero Fornasetti, Eugene Berman, Ken Scott, Charles Lin Tissot, Riccardo Licata,Massimo Vignelli, Tobia Scarpa e Grete Prytz. In particolare proprio con la designer norvegese Grete Prytz Paolo Venini diede origine ad una breve partnership, poco prima della sua scomparsa, realizzando alcuni gioielli in vetro e argento (1958-1959).

 





PAOLO VENINI -
Milanese, già socio della Cappellin Venini, nel 1925 fondò la vetreria V.S.M. Venini & C. con Napoleone Martinuzzi e Francesco Zecchin, dai quali si separò già nel 1932. Divenuto presidente della società operò instancabilmente come grande regista e direttore della Venini fino alla fine dei suoi giorni. In un decennio fece dell'azienda un'eccellenza per il design e per la lavorazione vetraria, dalle indimenticabili collaborazioni di Carlo Scarpa e Giò Ponti, con la nuova tecnica del vetro "pulegoso" caratterizzata dall'inclusione di innumerevoli bollicine d'aria e con le storiche partecipazioni alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia a celebrare le nuove forme e i colori, tra cui le moderne murrine e i vetri impreziositi da polvere oro. Paolo Venini aveva amplificato negli anni la risonanza delle antiche tecniche tradizionali muranesi con un impulso straordinariamente innovativo. In definitiva è stato Paolo Venini il regista della marca diventata celebre nel mondo, il propulsore, il trait d'union tra architettura e design, tra arte pura ed arte applicata. Giulia Cassini

 

Le stanze del vetro,

PAOLO VENINI E LA SUA FORNACE

11 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

a cura di Marino Barovier



Courtesy Photo

Rigati e Tessuti Ph. Ettore Bellini (n.17-18)

Carlo Scarpa Venini Corrosi Ph.Fabio Zonta

Carlo Scarpa Ritratto in fornace Ph.allestimento di Ettore Bellini

Carlo Scarpa per Venini Murrine Romane Disegno 1936

Tutte le immagini sono courtesy stampa "LE STANZE DEL VETRO"

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