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A tutte le longitudini del lusso orologiero: GMT Master Rolex

venerdì 26 giugno 2020

Rolex GMT 16700

Per moltissimi secoli, che il sole sorgesse e tramontasse in momenti diversi in paesi lontani, non aveva mai rappresentato un problema: la durata dei viaggi, legata a mezzi di locomozione terrestre o marina non particolarmente performanti, rendeva impercettibile il costante slittamento delle ore.

Ma a partire dal 1800, in seguito alla rivoluzione industriale, gli spostamenti si fecero sempre più rapidi e frequenti, e i viaggiatori si resero conto che occorreva stabilire un criterio che permettesse di tenere conto di questo fenomeno naturale.

Fu chiamata GMT, ovvero Greenwich Mean Time (orario medio di Greenwich), l'ora dell'omonimo paese inglese, che diveniva il fuso orario medio della Terra, cui aggiungere o togliere un'ora man mano che ci si sposta di un meridiano ad est o ovest di tale località.

Furono due italiani, Quirico Filopanti ed Enrico Grassi, tra il 1858 e il 1875 a teorizzare la suddivisione del mondo in 24 fusi orari, ma spetta alle ferrovie canadesi il primato di aver istituzionalizzato la divisione in fusi, nel 1883, poiché i treni nordamericani coprivano distanze talmente grandi da attraversarne quattro.

Fu tuttavia nel secondo dopoguerra del Novecento che la questione dei fusi orari divenne stringente, anche grazie alle tecnologie aeronautiche e alla velocità di spostamento che queste permettevano.

Nel fiorire dell'economia e dei commerci, gli anni '50 videro anche l'inizio dell'industria dei grandi viaggi aerei intercontinentali, su tratte lunghissime e senza scali, che attraversavano paesi e ore diversi in tempi piuttosto brevi rispetto al passato, arrivando a destinazione ad orari impensabili per chi non fosse stato avvezzo ai diversi fusi orari, peraltro spesso spiazzanti anche per i piloti provati da ore ed ore di viaggio.

Rolex GMT 1675-8
Fu così che nacque l'esigenza di dotare questi professionisti di orologi in grado di riportare con chiarezza sia l'ora del paese di provenienza sia quella del paese di arrivo.

La compagnia Pan Am commissionò pertanto a Rolex quella che è divenuta l'ennesima icona orologiera della maison ginevrina.

Siamo nel 1954 e nasce così il primo GMT master, ref. 6542, che oltre alla lunetta esterna con le 24 ore, viene dotato per la prima volta  - a differenza di modelli con funzioni analoghe elaborati da altre case -  di una sfera aggiuntiva per le ore, differenziata dal design sottile terminante a triangolo, che indica in maniera molto chiara un secondo fuso orario.

Esteticamente rappresenta l'evoluzione del Turnograph 6362, di cui amplia però le dimensioni da 35 a 38mm, e presenta la lunetta in bachelite (rivelatasi troppo delicata, la bachelite viene in seguito cambiata con quella in alluminio verniciato) che, col la bicromia rossoblu, diviene famosa tra gli appassionati col soprannome 'pepsi'.

Dopo 5 anni, siamo nel 1959, il 6542 lascia il posto al nuovo GMT master, ref. 1675 ( calibro 1565), che introduce per la prima volta le spallette proteggi corona, dapprima solo sulla versione acciaio e in seguito anche su quella, raffinatissima, in oro giallo (ref. 1675/8).

Nel 1979 arriva la prima referenza a cinque cifre, la 16750, in cui l'evoluzione non riguarda tanto l'estetica quanto la meccanica: la sfera delle ore acquisisce uno scatto rapido di regolazione e le alternanze orarie salgono da 19800 a 28800.

Dopo 4 anni Rolex presenta un nuovo orologio della famiglia GMT, la ref. 16760 (GMT II), che se dal punto di vista estetico presenta una generosa dimensione di cassa (da cui il soprannome, tra gli appassionati di 'fat lady' o 'Sophia Loren'), ha due novità di sostanza nel vetro (per la prima volta zaffiro su un modello acciaio) e nella sfera del secondo fuso che, resa indipendente nella regolazione, grazie alla lunetta girevole permette di fatto all'orologio di indicare addirittura 3 fusi diversi.

La lunetta si colora per la prima volta  di rosso e di nero, e viene subito soprannominata 'coca cola'.

Rolex GMT 16700

Dopo 6 anni, e arriviamo al 1989, il GMT master 16750 lascia il campo all'ultima versione storica di questo modello, anche per questo iconica  tra gli appassionati, la ref 16700, in cui la pasta luminescente abbandona il radioattivo trizio per la superluminova, e questo passaggio trova traccia nel quadrante che, sotto le ore sei, anziché la dicitura 'swiss t < di 25' - che indicava i limiti di trizio adoperati - vede comparire il classico ‘Swiss made'.

Ma sempre nell'89 anche il GMT Master II viene rinnovato, e la ref 16760 lascia il campo al nuovo 16710, che si assottiglia rispetto al precedente 'fat lady', e  rimane in produzione fino al 2007, passando alla storia (e alle mire dei collezionisti) come l'ultimo GMT master con referenza a cinque cifre, cioè l'ultimo con lunetta in alluminio.

Sta per nascere l'era delle lunette in ceramica.

Infatti nel 2005 viene presentata la nuovissima referenza 116718LN, cassa e bracciale in oro, vero e proprio nuovo archetipo di GMT Master II, che con questa referenza entra prepotentemente nell'orologeria contemporanea, coi suoi volumi decisamente massicci ma proporzionati, con sfere e bicchierini che si ingrandiscono così come la corona, per la prima volta serrata da un sistema di chiusura stagna di ultima generazione a tre guarnizioni, detto triplock.

Tutte innovazioni in qualche modo anticipatorie, che saranno il segno distintivo della nuova produzione.

Rolex GMT 116710 BLNR

Ed eccoci infatti al momento tanto atteso: finalmente Rolex presenta nel 2007 il 116710LN, naturale adattamento degli stilemi del modello in oro al materiale sportivo per eccellenza: l'acciaio tanto agognato dagli appassionati. La lunetta, ovviamente in ceramica, è tutta nera.

Per rivedere la classica bicromia del GMT master bisogna aspettare cinque anni, durante i quali però Rolex produce seducenti versioni lussuose da Mille e una Notte del suo orologio, in metalli nobili e pietre preziose, come l'incredibile referenza 116759SARU, in cui Rolex pavesa di diamanti la lunetta, il quadrante e persino le spalle a protezione della corona: un capolavoro a metà tra l'arte orologiera e quella gioielliera.

Nel 2013 c'è il grande ritorno della lunetta bicromatica: la ceramica si colora di azzurro e di nero, con la referenza 116710BLNR.

Ed è di nuovo GMT mania.

Rolex GMT 116719

E l'anno successivo, agli appassionati nostalgici della lunetta cosiddetta pepsi, rossa e blu, Rolex concede un modello di GMT master II esclusivissimo, in oro bianco (ref. 116719BLRO), una vera e propria chicca orologiera di sopraffina eleganza.

Ma la marcia verso il mito di Rolex e del suo GMT II è un crescendo inarrestabile, che culmina nel 2018 con la referenza in acciaio 126710BLRO, ovvero finalmente un GMT II con lunetta rossoblu in acciaio, e per di più con lo storico bracciale jubilee e un calibro di nuova generazione, il 3285, che porta la riserva di carica da 50 a 70 ore.

Inutile dire che si tratta di un modello che ha messo in subbuglio il mondo dei collezionisti.

E terminiamo questo affascinante excursus con il 2019, anno in cui Rolex completa la sua gamma di GMT II in acciaio con la referenza 126710BLNR, che ripropone il classico modello con lunetta azzurra e nera con il bracciale jubilee.

Una storia insomma, quella del GMT Master, ricca di fascino ed innovazioni:

a qualsiasi longitudine, a qualsiasi ora, il GMT di Rolex rimane un punto di riferimento  assoluto per tutti gli appassionati di alta orologeria.

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